Le origini della tradizione della Rificolona affondano nella storia di Firenze, risalendo a diversi secoli fa. Questa celebrazione nasceva in concomitanza con l’arrivo in piazza della Santissima Annunziata di contadini e montanari provenienti dai territori circostanti, che si radunavano alla vigilia della festa della Natività della Madonna. Questi pellegrini e agricoltori portavano con sé le loro tradizioni e i loro usi, tra cui la creazione di lanterne colorate, le cosiddette “rificolone”, che illuminavano la notte e simboleggiavano la speranza e la devozione religiosa.

La versione sangiovannese della Rificolona, che si svolge tradizionalmente ogni anno a Settembre, condivide le sue radici religiose con quella fiorentina, poiché è strettamente legata a un’antica immagine miracolosa venerata da oltre cinque secoli nel santuario dedicato a Maria Santissima delle Grazie. Questa immagine ha avuto un ruolo centrale nella storia religiosa e civile di San Giovanni Valdarno, rappresentando un simbolo di protezione e fede per tutta la comunità.

Tuttavia, mentre quella fiorentina si caratterizza anche come una festa di mercato e fiere popolari, quella sangiovannese si distingue per il suo forte legame con i bambini. La manifestazione si svolge principalmente in una delle piazze centrali, dove viene allestito un grande palco. Dopo la tradizionale benedizione impartita dalle finestre della basilica, i bambini sfilano in una simpatica passerella mostrando le loro più belle rificolone colorate. Ognuno riceve un premio come riconoscimento per l’impegno e la creatività dimostrati nella realizzazione delle lanterne.

Un aspetto importante della tradizione è la trasmissione dell’arte di costruire le rificolone. Nel 1996 si pose il problema di come tramandare questa antica abilità alle nuove generazioni. La soluzione adottata fu quella di creare dei laboratori pratici, ospitati sotto le logge di Palazzo d’Arnolfo.


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