A San Giovanni Valdarno risiedono le origini di Masaccio, il celebre artista del Rinascimento nato a Castel San Giovanni il 21 dicembre 1401 da Ser Giovanni di Mone Cassai e Monna Jacopa di Martinozzo. Masaccio si affermò come uno dei più grandi innovatori della pittura rinascimentale, collaborando con maestri come Filippo Brunelleschi e Donatello.

Le sue opere rivoluzionarie sono considerate capolavori universali. La sua influenza ha rivoluzionato il linguaggio artistico del suo tempo, rendendo il suo nome indissolubilmente legato alla storia dell’arte.

Le origini di Masaccio

Masaccio, nato a San Giovanni Valdarno il 21 dicembre 1401 da Ser Giovanni di Mone Cassai e Monna Jacopa di Martinozzo, è considerato uno dei più grandi innovatori del Rinascimento. Il suo aspetto ed i modi trascurati, che lo portarono a essere chiamato "Masaccio" (il povero Tommaso), si riflettono nella sua dedizione all’arte e nel suo carattere schivo. Masaccio si trasferì a Firenze nel 1417, dove già nel 1419 lavorava come pittore e fu influenzato dalle innovazioni di Donatello e Brunelleschi, con cui mantenne stretti legami. Nel 1422 si iscrisse all’Arte dei Medici e Speziali insieme alla madre e al fratello Giovanni. La sua opera rivoluzionaria ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’arte rinascimentale.

Le prime opere

Il Trittico di San Giovenale, datato 1422 e conservato a Cascia di Reggello, rappresenta la prima opera nota di Masaccio, sorprendente per maturità e chiarezza espressiva. Mostra un rifiuto delle eleganze calligrafiche di Gentile da Fabriano e una gestualità essenziale. Intorno al 1423, Masolino, secondo alcuni studi originario di Panicale di Renacci, si unì a Masaccio in una collaborazione durata fino alla morte improvvisa di quest’ultimo. Nel 1424 realizzarono insieme la Sant’Anna Metterza per S. Ambrogio a Firenze, dove Masaccio si distinse con la costruzione prospettica del trono e l’impostazione rinascimentale della Vergine.

La Cappella Brancacci a Firenze

Nel 1424, Felice Brancacci commissionò a Masolino la decorazione della Cappella Brancacci a Firenze, sui cui affreschi Masolino collaborò con Masaccio per circa un anno. La collaborazione si concentrò sulle parti superiori, mentre quelle inferiori furono completate successivamente. Recenti restauri hanno confermato che l’affresco della Guarigione dello Zoppo è interamente di Masolino.

Roma e gli ultimi lavori

Alla fine del 1427, Masaccio partì per Roma. La corte papale e altri committenti erano ancora molto conservatori. I Colonna commissionarono a Masolino un trittico per la loro cappella in S. Maria Maggiore, con Masaccio che contribuì solo al pannello laterale con i santi Girolamo e Giovanni Battista. Masaccio morì misteriosamente poco dopo, all’età di 26 anni, forse avvelenato. Antonio Billi ricorda che era molto stimato da Filippo Brunelleschi, che pianse la sua morte e riconobbe il suo grande talento.



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