La famiglia dei Della Robbia, documentata per la prima volta intorno al XIII secolo, era originaria di Firenze e inizialmente legata all'arte dei tintori. Divenne famosa grazie all'invenzione della terracotta policroma invetriata, sviluppata da Luca Della Robbia (1399/1400 - 1482). Questa tecnica fu perfezionata da altri membri della famiglia, come Andrea (1435-1528), che ampliò la gamma dei colori, che fino ad allora comprendeva solo bianco, blu, giallo e verde, migliorando anche la velocità e l’efficienza della produzione. Successivamente, Giovanni (1469-1529) dovette adattare le opere ai gusti cambiati del pubblico, creando lavori caratterizzati da strutture ricche di ornamenti come ghirlande, angeli e cherubini, e da una forte policromia.
La tecnica delle robbiane prevedeva la creazione di rilievi in terracotta sui quali veniva steso un rivestimento ceramico policromo e lucente. Dopo la prima cottura in forno, il manufatto riceveva una seconda cottura per fissare definitivamente i colori e vetrificare lo smalto, rendendo così l’opera molto resistente nel tempo e agli agenti atmosferici. Questa caratteristica ne faceva uno dei supporti artistici più apprezzati fin dal Rinascimento. Inoltre, grazie alla loro lucentezza distintiva, le robbiane potevano essere collocate anche in ambienti poco luminosi. Con il tempo, l’uso di calchi ha reso ancora più accessibili i costi di produzione di queste terracotte, già di per sé abbastanza economici.
Gli stemmi di Palazzo d'ArnolfoSulla facciata del Palazzo d'Arnolfo di San Giovanni Valdarno si possono ammirare gli stemmi dei vicari e dei podestà che hanno occupato il palazzo nel corso dei secoli. Sebbene siano passati più di 800 ufficiali, attualmente ne sono visibili circa 250. Questi stemmi, realizzati tra il 1409 e il 1769, possono essere dipinti o scolpiti sulle colonne e sull’architrave, oppure applicati direttamente sulla facciata. Tra quelli applicati spiccano i coloratissimi stemmi in terracotta invetriata, tra cui diciassette realizzati dalla famiglia Della Robbia e quattro commissionati a Benedetto Buglioni (1459/1461 - 1521), allievo di Andrea Della Robbia. Dopo aver aperto la sua bottega, Buglioni ottenne importanti commissioni in diverse città italiane.
Secondo una leggenda popolare, sul retro dello stemma di Bernardo di Giovanni Iacopi si troverebbe il segreto della formula alchemica usata dalla famiglia Della Robbia per realizzare la terracotta invetriata.
La lunetta di Santa Maria delle Grazie
La lunetta sopra Porta San Lorenzo nella basilica di Santa Maria delle Grazie, realizzata tra il 1510 e il 1513 da Giovanni della Robbia su commissione di Giannozzo Salviati, è un importante esempio di arte rinascimentale. Raffigura la Vergine Maria con angeli, con al centro San Tommaso che riceve la cintola, simbolo della fede (oggi perduta, probabilmente a causa dei bombardamenti del 1944). La scena si distingue per la prospettiva innovativa e l’iconografia tradizionale, con San Tommaso inginocchiato in modo insolito ma affascinante. Ai lati, sono rappresentati i santi patroni della città: San Giovanni Battista e San Lorenzo, disposti simmetricamente. La composizione combina elementi pittorici e scultorei, creando un effetto tridimensionale, arricchito da uno sfondo paesaggistico dettagliato e una cornice ornamentale ricca di decorazioni, rendendo questa lunetta un vero capolavoro rinascimentale.